Il Miglio
«Il miglio stimola il piacere sensoriale per altre cose».
Etimologia
Secondo il dizionario etimologico italiano, non è certo, se il termine “miglio” deriva davvero dal numero “mille”, per indicare il grande numero di chichi che si trovano su una spiga del miglio. Probabilmente deriva piuttosto da un antico termine greca, slava e germanica, detto “mol-iri” e che significa macinare.
La storia dei cereali
Secondo Rudolf Steiner, i cereali coltivati hanno origine nel continente di Atlantide, dove gli esseri umani possedevano una sorta di potere primordiale sulla crescita delle piante. Egli descrive come all’epoca l’uomo possedesse ancora una sorta di “testa eterica” che gli consentiva di influenzare direttamente l’elemento eterico quindi la crescita delle piante. “… Un essere umano che pensa ancora nell’etere (può) far germogliare un seme, in modo che cresca davvero. La civiltà atlantica era davvero ancora legata alla crescita del naturale, del vegetale, su cui l’uomo moderno ha perso il potere”.1
La presenza del miglio sul mondo
Oggi il miglio svolge un ruolo importante nell’alimentazione dei paesi africani e della Cina. In Europa, invece, nel Medioevo era uno degli alimenti più diffusi. Toponimi come “Hirsau” in Germania, (Hirse = miglio) testimoniano questo ruolo importante. Durante alcuni scavi archeologici in Germania sono stati rinvenuti chicchi di miglio risalenti addirittura al 5000 a.C.2 A livello mondiale, il miglio viene coltivato principalmente in India, in diversi paesi africani, in Cina e in alcuni altri paesi.3

Le proprietà botaniche del miglio
Come tutti i cosiddetti cereali veri, il miglio appartiene alla famiglia delle graminacee. Tra le varietà di miglio si distingue essenzialmente tra il sorgo e il miglio.
Il sorgo è caratterizzato da un grande chicco bianco. La sua spiga è cespugliosa e l’intera pianta ha un aspetto simile a quello del mais.
Alla famiglia del miglio appartengono la maggior parte delle altre varietà di miglio, come il miglio “panicum miliaceum”, in cui ogni chicco è ben esposto al sole e all’aria, il miglio a pannocchia simile alla coda di volpe, molto diffuso in Asia, e il teff, un chicco grande solo un millimetro che rappresenta il cereale più importante in Etiopia. Altre specie di miglio degne di nota sono il miglio perlato, resistente alla siccità, e il miglio africano, che ama l’umidità.
Tra i vari tipi di “panicum miliaceum”, Goldhirse è una varietà con un chicco relativamente grande, molto coltivata in Germania, Austria e Polonia. Il miglio coltivato in Italia ha chicchi leggermente più piccoli e quello cinese, anch’esso in commercio, è ancora più piccolo.4
Che aspetto ha la pianta del miglio e quali sono i componenti di un chicco di miglio?
Secondo le descrizioni di Udo Renzenbrink, il miglio raggiunge circa 1 m di altezza e ha uno stelo spesso 1 cm con foglie strette. I chicchi oscillano singolarmente al vento su una pannocchia, lasciando così che la luce del sole li raggiunga completamente. Il chicco raccolto è circondato da un guscio duro e indigeribile e deve essere decorticato prima del consumo. Il chicco di miglio ha una forma sferica ed è di colore giallo, che rimanda al carotene.
Il miglio ha eccellenti proprietà nutritive in termini di distribuzione di proteine, grassi e carboidrati, è privo di glutine e si distingue dagli altri cereali per il suo contenuto particolarmente elevato di silice e ferro. Nel complesso, è il cereale con la più alta percentuale di sali minerali.5
La Dinamica della Silice
Il concetto di dinamica della silice è come il filo conduttore che conduce alla suddetta affermazione di Heinz Grill sullo stimolo del piacere sensoriale. Cosa si intende per dinamica del silice?
In una conferenza tenuta in lingua italiana il 27 aprile 2013 a Bologna, Heinz Grill descrive come l’acido silicico all’interno dell’essere umano favorisca un processo che “va verso l’esterno”, che “non rende l’essere umano né troppo morbido né troppo duro”. Dal punto di vista fisico, il processo dell’acido silicico garantisce occhi, pelle, capelli e unghie sani. Dal punto di vista spirituale, l’acido silicico è necessario affinché l’uomo si rivolga verso l’esterno nel senso giusto, senza però perdere
la sua forza interiore. In questo contesto diventa chiaro, anche dal punto di vista fisico,
in che misura il miglio offre all’uomo il dono di risvegliare l’interesse per altre cose.
Tra gli alimenti, i cereali sono i più ricchi di acido silicico, mentre tra i cereali spicca il miglio. Bruciando 100 g di miglio si trovano 0,59 mg di silicio nelle ceneri, mentre nel grano (secondo Ulmer) se ne trovano solo 0,50 mg.6
Secondo quanto affermato da Heinz Grill, è tuttavia importante sottolineare che, nel caso dell’acido silicico (così come del calcio), è fondamentale la sua corretta distribuzione nell’organismo. Se l’acido silicico assunto con l’alimentazione non raggiunge in misura sufficiente le zone periferiche del corpo e le strutture del tessuto connettivo, si formano dei centri errati all’interno, come si può osservare ad esempio nel caso delle neoplasie. Per questo motivo non è sufficiente raccomandare il miglio ad altre persone come alimento salutare, ma occorre aggiungere qualcosa in più a una buona digestione e a una buona capacità di ricostituzione, ovvero “l’attività in una coscienza guidata dall’Io o in un consapevole orientamento verso questioni filosofiche e spirituali più grandi nella vita”.7
Il miglio nella cottura
Il miglio ha un sapore delicato, simile alla nocciola, il suo carattere è astringente e caldo secondo l’Ayurveda. Durante la cottura, la componente leggermente amara e astringente diminuisce e quella dolce diventa più evidente.
Secondo Heinz Grill, i cereali contengono fondamentalmente tutte e quattro le forze eteriche, poiché partecipano all’intero ciclo annuale. Il miglio, con il suo breve periodo vegetativo di soli tre mesi, assorbe in modo particolare gli elementi luce e calore, tanto che nel Medioevo si diceva: “Il miglio è caldo e secco”.8
Affinché possa manifestarsi il dono che risveglia il piacere sensoriale per altre cose, il processo di preparazione è fondamentale. La cuoca deve già avere un’idea del piacere sensoriale e coltivarla durante le varie fasi della preparazione. Osserva, ad esempio, la bella forma gialla e sferica dei chicchi e come questi si trasformano in un tutt’uno. Nella polenta cotta, i chicchi sono comunque percepibili. Anche le spezie e gli ingredienti aggiunti favoriscono l’esperienza sensoriale durante la cottura e il consumo.
Secondo Udo Renzenbrink, il miglio è associato al pianeta Mercurio. Come già osservato, il miglio favorisce la connessione dell’uomo dall’interno verso l’esterno attraverso il processo dell’acido silicico e anche dall’esterno verso l’interno attraverso l’attività sensoriale. Questo movimento connettivo in più direzioni può essere definito attività mercuriale.9
Il miglio e la fame nel mondo
Scoprire e apprezzare il miglio come alimento significa anche dare un contributo alla lotta contro la fame nel mondo. Infatti, come si legge in un comunicato della Società tedesca per le Nazioni Unite del 2022, il mais e il riso, che devono essere importati, hanno soppiantato la manioca e il miglio tradizionali in molti paesi africani. Proprio il miglio è un cereale eccellente in tempi di carestia, poiché non muore durante la siccità, ma continua a crescere e riprende a crescere quando l’umidità è sufficiente. Il miglio può essere raccolto già dopo 100 giorni.10
Note:
- Rudolf Steiner, o. o. 93A, pag. 137 ↩︎
- «In Germania, i due reperti più antichi di miglio provengono dall’epoca della ceramica decorata a linee. Si tratta del periodo compreso tra il 5500 e il 4900 a.C.». https://www.getreide.org/hirse.html, consultato il 6.2.25 ↩︎
- Anwar Saadat su Wikipedia in inglese, CC BY-SA 3.0, tramite Wikimedia Commons ↩︎
- Vedi Wikipedia, Panicum miliaceum, scaricato il 22.09.2025 ↩︎
- Udo Renzenbrink, Die Sieben Getreide, Verlag am Goetheanum, pag. 117ff ↩︎
- G. A. Ulmer, Die besonderen Heilkräfte von Hafer und Hirse, Ulmer Verlag, Tuningen ↩︎
- Heinz Grill, L’alimentazione e la forza donatrice dell’uomo, pag. 174 ↩︎
- Udo Renzenbrink, Die sieben Getreide, pag. 124 ↩︎
- vedi Udo Renzenbrink, ibd., pag. 180 ↩︎
- Für mehr Ernährungssicherheit: Internationales Jahr der Hirse 2023, scaricato il 11.2.2025 ↩︎
